Sol Invictus

Sotto il Sole

Struttura genetica uniparentale e stratificazione della popolazione italiana

Italy1Un accenno a grandi linee al documento “Uniparental Markers in Italy Reveal a Sex-Biased Genetic Structure…” pubblicato su Plosone che esamina la distribuzione e tipologia degli aplogruppi mitocondriali che sono ereditati per via materna e degli aplogruppi maschili (Y non ricombinante) presenti nella popolazione italiana per studiarne la distribuzione nella penisola e stimarne l’antichità e stabilità nel tempo.

Con tutte le cautele del caso i risultati dicono che la componente materna è abbastanza omogenea da una parte all’altra del paese e mostra secondo i calcoli dei ricercatori una possibile notevole antichità: addirittura ipotizzano che la maggioranza degli aplogruppi mitocondriali sia presente in Italia da prima della fine dell’ultima glaciazione. Questa conclusione secondo gli stessi autori è da considerare con cautela perché vi sono spiegazioni dei risultati che permetterebbero di avvicinare ai nostri tempi l’arrivo di almeno una parte degli aplogruppi.

Per quanto riguarda invece la componente maschile l’Italia si mostra più variegata e precisamente vi è una zona nord-ovest che manifesta similitudini con l’Europa centro-occidentale che, a cavallo dell’Italia centrale, diventa una zona “sud-est” che richiama di più i Balcani (vedi fig. 1 del documento). La Toscana pur essendo centrale è più simile alla zona nordovest. Nell’immagine dell’Italia in alto descrivo la linea di transizione come la deduco dalla descrizione degli autori: passa per il centro e la zona costiera alto-adriatica, il Veneto, descrivendo una specie di S. Questa differenziazione risalirebbe secondo un’ipotesi dei ricercatori all’incirca alla fine del neolitico e all’età del Bronzo. Però è bene notare che questa è una stima e i tempi potrebbero essere diversi, anche più remoti.

Un discorso a parte merita la Sardegna che è una terza area molto diversa dalle altre e ha una propria storia non essendo la popolazione sarda stata modificata da alcuni eventi demografici che hanno riguardato il resto del territorio italiano.

Ricordando che si tratta di stime da prendere con cautela, questo studio suggerisce una notevole stabilità della popolazione italiana che potrebbe risalire almeno in parte anche a prima della fine dell’ultima glaciazione. La penisola potrebbe essere stata uno dei“rifugi” abitabili a clima temperato  che si trovavano in Europa all’epoca. Questo non sorprende perché è una cosa logica e inoltre recentemente ho commentato un altro studio secondo il quale la popolazione italiana mostra una notevole stabilità durante gli ultimi millenni.

Si può notare che la zona sud-est corrisponde all’incirca alle popolazioni che circa 25 secoli fa erano linguisticamente indoeuropee (Veneto e gran parte dell’Italia centrale e meridionale) mentre la zona nord-ovest in quell’epoca era abitata da alcune genti non indoeuropee come gli etruschi in Toscana e le popolazioni retiche nella zona alpina. Ricordo che il retico è una lingua che ha legami con l’etrusco. La distribuzione probabilmente riflette l’Europa di quel periodo approssimativamente divisa in due fra una zona orientale indoeuropea e una occidentale con alcune popolazioni appartenenti ad altre famiglie linguistiche. Per quanto riguarda la sequenza degli eventi che portarono a quella distribuzione delle lingue nella penisola vi sono diverse ipotesi.

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 8, 2013 da con tag , , , .

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