Sol Invictus

Sotto il Sole

Italiani più ricchi dei tedeschi?

I tedeschi debbono aiutare gli italiani che grazie al loro debito pubblico e alle difficoltà economiche stanno “soffrendo”?

Secondo questo articolo i dati iniziali provenienti da studi e analisi di informazioni economiche a livello microstrutturale indicano che le famiglie italiane sono molto più ricche di quelle di altri paesi euorpei e viene suggerito che la reticenza di Bundesbank e Germania a rilasciare i propri dati è dovuta alla probabile reazione negativa dei tedeschi all’idea di dover sostenere i paesi in “difficoltà” nell’eurozona. Infatti dalle analisi risulta che le famiglie italiane hanno una ricchezza mediana di 163.875 euro contro i 76000 dell’Austria. Se tanto fa tanto, si sospetta che la Germania non si discosti molto dai dati dell’Austria. La distribuzione della ricchezza in Austria è fortemente sbilanciata con il 5% della popolazione che detiene quasi il 50% della ricchezza. Inoltre da un rapporto del Ministero del Lavoro tedesco risulterebbe che nel 2008 in Germania il 10% della popolazione deteneva il 53% della ricchezza mentre il 50% più povero ne deteneva circa l’1% e il tasso di povertà nel 2010 era del 15,8%. Per dare un’idea basta considerare che ho sentito esponenti politici italiani soprattutto di un certo orientamento politico che si sono lamentati che in Italia il 10% della popolazione detiene il 50% della ricchezza come fosse la fine del mondo o una cosa eccezionale. Dal 2008 al 2010 la ricchezza degli italiani sarebbe aumentata del 5% nonostante la crisi.

Probabilmente l’elevata ricchezza apparente delle famiglie italiane è dovuta al fatto che gli italiani sono quasi sempre proprietari della loro casa mentre in compenso lo Stato italiano è disastrato.Questo però non è un buon presagio perché significa che probabilmente gli italiani dovranno rigurgitare la loro ricchezza per ripagare il debito pubblico e sostenere eventuali tentativi futuri di rilancio della propria economia, solitamente mal eseguiti, senza poter sperare in un contributo estero.

 (Aggiornamento: qui un articolo del CORRIERE DELLA SERA con conclusioni diverse basate sul coefficiente di Gini.)

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 9, 2013 da con tag , , .

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