Sol Invictus

Sotto il Sole

Il marketing del vino: tanto fumo

wine-barrels_l

Aggiornamento: 8/07/2014

La qualità del vino migliora con l’aumentare del prezzo?

Ho condotto una breve ricerca per determinare se c’è una correlazione positiva fra il prezzo, talvolta molto alto, e la qualità di questo nobile prodotto. Ovviamente m’interessavano le opinioni espresse da persone “esperte” e i resoconti di prove sul campo. Il risultato, ve lo dico subito, è che il prezzo non è affatto un buon indicatore e secondo gli articoli dei link qui sotto non fornisce quasi nessuna informazione utile.
Nell’articolo (1) si parla di un esperimento condotto da Frédéric Brochet dell’Università di Bordeaux nel 2001 in cui 54 soggetti furono ingannati dando loro da assaggiare due vini, uno rosso e uno bianco, che in realtà erano lo stesso vino bianco solo che in un caso era stato tinto di rosso con del colorante per cibi. Gli assaggiatori descrissero il vino colorato come fosse un tipico vino rosso.
Nell’articolo (2) l’autrice racconta di quando durante una visita all’azienda Still Waters Vineyards il proprietario offrì a giornalisti “esperti” di vini due bianchi da due bottiglie nascoste alla vista da buste. I giornalisti si sbizzarrirono nel descrivere le differenze e trarre le loro conclusioni. Sbagliarono tutti perché le due bottiglie contenevano lo stesso vino, ma a temperature diverse. Nello stesso articolo si descrive lo scherzetto fatto da una moglie che non ne poteva più al marito, un pomposo collezionista di vini, e ad alcuni suoi amici. Semplicemente li invitò ad assaggiare un vino che era una miscela di vini avanzati da altre bottiglie. Ovviamente la presentò dentro una bottiglia nascosta da una busta come si fa nei test in cieco. Ne furono entusiasti, ma non capirono di avere davanti una miscuglio casuale e la donna non ebbe il coraggio di dirglielo.

Uno recensore di vini dice di avere trovato vini buoni secondo il suo gusto di quasi tutti i prezzi e, dopo aver esaminato i tanti voti assegnati, conclude di non aver trovato quasi nessuna correlazione fra questi e il prezzo (3). Addirittura c’è un grande studio su 6000 assaggi in cieco riguardanti la gamma di prezzi da 1,65 a 150 dollari che ha riscontrato una relazione leggermente negativa fra prezzo e qualità attribuita dai non-esperti e solo marginalmente positiva, quasi zero per gli esperti. In pratica gli esperti attribuirebbero mediamente un miglioramento del voto di 7 punti su una scala da uno a 100 a fronte di un aumento di prezzo di 10 volte (4) . Non sembra un grande affare.

È interessante un esperimento condotto anche con risonanza magnetica per esaminare l’effetto della conoscenza del prezzo sull’attivazione delle diverse aree cerebrali. I soggetti furono invitati a discriminare 5 vini dicendogli un prezzo inventato compreso fra 5 e 90 dollari mentre venivano sottoposti a risonanza magnetica cerebrale. In realtà erano solo tre vini diversi e i risultati furono che il prezzo influenzava la qualità attribuita. Tramite risonanza gli studiosi videro che la conoscenza del prezzo attivava una specifica area del cervello, la corteccia orbitofrontale, che risultava tanto più eccitata quanto più era alta la cifra e conclusero che contribuiva alla decisione sulla qualità (5). Suppongo che sia possibile che parte della differenza fra esperti e non-esperti vista nel documento con 6000 test citato precedentemente sia dovuta all’abitudine degli esperti di bere frequentemente vini costosi che quindi subiscono meno l’influenza del prezzo.
Ci sarà pure una piccola percentuale di persone dotate geneticamente di palati e nasi molto raffinati, e alcuni commentatori esperti insistono nel dire di riuscire quasi sempre nell’impresa di riconoscere la qualità dei vini nei test in cieco, ma a quanto pare la stragrande maggioranza delle persone è facilmente o addirittura quasi completamente influenzata dalle etichette, prezzi, colore, temperatura e via dicendo, come risulta dai tanti studi. L’effetto psicologico è importante. C’è anche da considerare che le capacità olfattive e gustative delle persone variano anche in base all’età e ad abitudini quali il fumo. Ne deduco che è bene comprare i vini che piacciono, di sicura provenienza per quanto riguarda la qualità e dimenticarsi dei nomi altisonanti e del prezzo. Quest’ultimo può avere la funzione di “esaltatore della qualità”, discriminante sociale e specchietto per le allodole. Risparmiate i soldi e bevete del buon vino che vi piace.

  1. Does all wine taste the same? – Jonah Lehrer,  www.newyorker.com
  2. Is There Really a Taste Difference Between Cheap and Expensive Wines?  – K.K. Bell,  www.forbes.com
  3. Essay: Price vs. Quality in Wine –  Christopher Null,  www.drinkhacker.com
  4. Do more expensive wines taste better? Evidence from a large sample of blind tastings – AAWE working paper 16 – R. Goldstein er al. – April 2008
  5. Should We Buy Expensive Wine? By Jonah Lehrer – wired.com – 26/04/2011
  6. Cheap and Expensive Wine Taste the Same in Blind Taste Tests – Ben Hayden –  www.psychologytoday.com
  7. “Quality-Price Ratio,” or QPR –  www.haneswinereview.com

Photo credit: Sanjay Acharya / Foter.com / CC BY-SA

About these ads

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il marzo 23, 2013 da con tag , , , .
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: